Il Fondo nazionale si configura come strumento utile a raggiungere gli obiettivi al 2030 favorendo nuovi investimenti.

L’avvio del Fondo nazionale per l’efficienza energetica rappresenta una fase importante per l’Italia: lo strumento, può infatti contribuire alla promozione di un uso più razionale dell’energia e al raggiungimento degli obiettivi al 2030.

Il fondo è stato predisposto per fornire imprese, ESCO ed amministrazioni pubbliche, di uno strumento in grado di facilitare gli investimenti su applicazioni di efficientamento energetico degli edifici, dei processi industriali, delle reti di teleriscaldamento, degli impianto termici e dei sistemi di illuminazione pubblica. La dotazione totale del fondo ammonta a 185 milioni di euro, che nel 2020 aumenteranno fino a 310 milioni per aumentare ulteriormente nel corso degli anni successivi. La dotazione è così suddivisa:

  • 70% per finanziamenti a tasso agevolato;
  • 30% a fondo di garanzia.

Il ricorso a fondi rotativi potrebbe permettere di incoraggiare investimenti senza riscontrare alcune delle problematiche tipiche di altri incentivi e favorendo la movimentazione di capitali privati mediante il finanziamento tramite terzi. Inoltre, vanno a promuovere delle misure che hanno mercato e che possono avere un peso all’interno degli obiettivi del Paese, sia in termini di efficienza sia in termini di competitività.

Le agevolazioni sono concesse a tutte le imprese, a fronte di progetti d’investimento per l’efficienza energetica volti alla realizzazione di interventi di miglioramento dell’efficienza energetica dei processi e dei servizi, inclusi gli edifici in cui viene esercitata l’attività economica, e di installazione o potenziamento di reti o impianti per il teleriscaldamento e per il teleraffrescamento efficienti.

Per quanto riguarda le ESCO, gli aiuti sono previsti a fronte di progetti d’investimento per l’efficienza energetica volti alla realizzazione di interventi:

  • di miglioramento dell’efficienza energetica dei servizi e/o delle infrastrutture pubbliche, compresa l’illuminazione pubblica;
  • di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici destinati ad uso residenziale, con particolare riguardo all’edilizia popolare;
  • di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici di proprietà della Pubblica amministrazione.

Oltre che alle imprese, le agevolazioni possono essere concesse alle Pubbliche amministrazioni, in forma singola o in forma aggregata o associata.

I progetti d’investimento, in questo caso, devono riguardare interventi:

  • di miglioramento dell’efficienza energetica dei servizi e/o delle infrastrutture pubbliche, compresa l’illuminazione pubblica;
  • di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici di proprietà della Pubblica Amministrazione;
  • di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici destinati ad uso residenziale, con particolare riguardo all’edilizia popolare.